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tom jones, henry fielding

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Libro “Tom Jones”. Autore Henry Fielding. 2 volumi Edizione 1966 I capolavori Sansoni. Pagine 988. USATO datato ma in ottime condizioni, conservati benissimo. Copertina flessibile in ottimo stato. Formato 18 x 11 cm. Da collezione. 

Allevato da un ricco gentiluomo di campagna, il trovatello Tom Jones si innamora della vicina di casa Sophia Western. Prima di coronare il suo sogno d'amore, però, dovrà affrontare mille vicissitudini. Accolto da uno straordinario successo di pubblico ma poco apprezzato dalla critica per la bassa estrazione sociale dei personaggi, Tom Jones (1749) è ancora oggi una lettura godibile e affascinante non solo per la trama, ariosa e divertente, o per il quadro della società che delinea, ma soprattutto per l'arguzia di Fielding, la sua umanità tollerante e aperta a raccontare il percorso di un'anima dall'innocenza alla consapevolezza, in una vera e propria celebrazione della vita. 

Scrittore inglese. Di famiglia nobile ma non facoltosa, studiò a Eton e all'Università di Leida. Dopo un'intensa attività di commediografo, libellista e giornalista, si ritirò in campagna con la moglie che aveva sposato nel 1734; ma, dissipate in breve tempo le sue sostanze, ritornò a Londra e iniziò la carriera legale. Nel 1748 diventò giudice. Rimasto vedovo, si risposò con la cameriera della prima moglie. Nel 1752 pubblicò un periodico letterario, "The Covent-Garden Journal". Gravemente malato di gotta e idropisia, si recò a Lisbona nella speranza di un giovamento, ma vi morì due mesi dopo. Del viaggio a Lisbona resta il celebre "Diario" postumo (1755). 
Esordì come narratore nel 1742 con "La storia delle avvenutre di Joseph Andrews e del suo amico Messer Abraham Adams", una divertente parodia della celebre "Pamela" di Richardson; ma la sua arte di romanziere giunse a maturazione con "Gionata Wild il grande" (1743), che narra le imprese di un famoso malfattore, cui è contrapposto l'onesto Heartfree. Studio di costumi, avventure, satira sociale sono la sostanza di "Tom Jones" (1749), il suo libro più popolare. 
In "Amelia" (1751) l'argomento (la vita coniugale) e l'arte di Fielding si fanno più intimi e puntano maggiormente sulla dimensione psicologica. Notevole è anche la produzione teatrale (farse, satire, commedie) a cui Fielding si dedicò negli anni giovanili (1728-37).
La sua opera si collega a Defoe ma in lui non c'è più traccia di spirito puritano, sostituito da una libertà di pensiero che si fonda su una cospicua cultura classica.

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